09/06/2023
Decreto PA 2023, come cambiano i concorsi pubblici
Decreto PA 2023: informazioni di base
Il Decreto assunzioni PA prevede la
creazione di circa 3.000 nuovi posti di lavoro nelle Pubbliche Amministrazioni,
tra cui un piano speciale di reclutamento per scuole e Forze dell’Ordine. E
ora cosa sta succedendo? Ieri il governo ha ottenuto la fiducia alla
Camera con 203 voti favorevoli, 134 contrari e 3 astenuti. Ecco tutte le novità
riguardanti le pubbliche amministrazioni e i concorsi pubblici.
Decreto PA 2023: concorsi pubblici, cosa cambia
Ora che il decreto PA si sta convertendo in legge, i
concorsi pubblici saranno soggetti ad alcuni cambiamenti.
- Potranno
essere assunti con contratto di lavoro a tempo determinato di durata
massima di trentasei mesi, giovani laureati individuati
su base territoriale mediante avvisi pubblicati nel portale del
reclutamento www.inpa.gov.it.
- Saranno
considerati idonei i candidati collocati nella graduatoria finale
entro il 20 per cento dei posti successivi all’ultimo di quelli
banditi. In caso di rinuncia all’assunzione o di dimissioni del dipendente
intervenute entro sei mesi dall’assunzione, l’amministrazione potrà
procedere allo scorrimento della graduatoria;
- I concorsi
unici potranno essere organizzati su base territoriale e i bandi
dovranno prevedere che ciascun candidato possa presentare domanda di
partecipazione per non più di uno dei profili oggetto del bando e,
rispetto a tale profilo, per non più di un ambito territoriale;
- L’amministrazione
potrà coprire i posti di ciascun profilo non assegnati in ciascun ambito
territoriale, mediante scorrimento delle graduatorie degli
idonei non vincitori, per il medesimo profilo, in ambiti territoriali
confinanti che presentano il maggior numero di idonei;
- Fino
al 31 dicembre 2026, i bandi di concorso per i profili non
apicali (ad esempio i funzionari) potranno prevedere lo
svolgimento della sola prova scritta;
- Sempre
fino al 31 dicembre 2026, le amministrazioni potranno stipulare
convenzioni non onerose con le università per l’individuazione, di studenti
di età inferiore a 24 anni, che abbiano concluso gli esami previsti
dal piano di studi, da assumere a tempo determinato con contratto di
formazione e lavoro. Il personale assunto sarà inquadrato
nell’area dei funzionari. Alla scadenza dei contratti, in presenza
dei requisiti per l’accesso al pubblico impiego e della valutazione
positiva del servizio prestato, il rapporto di lavoro si trasformerà in
tempo indeterminato nei limiti delle facoltà assunzionali;
- Per
gli operatori volontari che hanno concluso il servizio civile universale,
è prevista una riserva pari al 15 per cento dei posti nei concorsi per
l’assunzione di personale non dirigenziale nelle p.a., negli enti locali e
nelle aziende speciali. Se la riserva non può operare integralmente o
parzialmente, perché dà luogo a frazioni di posto, tali frazioni si
cumulano con le riserve relative ai successivi concorsi per l’assunzione
di personale non dirigenziale banditi dalla medesima amministrazione;
- Prevista
la possibilità per il settore pubblico e privato di identificare, oltre
alla quota già riservata dalla normativa vigente per l’assunzione
obbligatoria di soggetti appartenenti alle categorie protette, ulteriori
riserve;
- Estendere
a 36 mesi il periodo massimo di aspettativa non retribuita
concesso ai dipendenti pubblici anziché i precedenti 12 mesi;
- Aumenta
la soglia demografica da 5.000 a 15.000 abitanti entro la quale i Comuni
possono beneficiare dell’impiego a tempo pieno di dipendenti
provenienti da altre Pubbliche Amministrazioni, purché autorizzati dall’Amministrazione
di provenienza.